
Ormai che è caldo lo sanno tutti. Forse per questo, ieri sera ho cercato conforto termico in un film invernale (natalizio secondo i soliti) che vidi da bambino e che non vedevo da almeno 10 anni. Balto. Tutti lo conoscete, magari l’avete visto una volta sola, magari avete consumato la cassetta registrata dalla televisione, ma tutti sapete chi è Balto. E’ un cane, un canelupo. L’ho rivisto dopo tanto tempo, ricordavo l’introduzione con la nonnina in carne ed ossa, l’oca russa e il cagnaccio bastardo. Ricordavo il ghiaccio, le medicine da portare ai bambini malati e ricordavo Balto come un eroe in cui nessuno credeva. Ma non ricordavo niente del film in sè, non ricordavo l’atmosfera che riesce a creare, la poesia e la straordinaria qualità visiva che questo film DreamWorks, quando ancora si chiamava Amblimation, si porta dietro da ormai 15 anni. Una perla dell’animazione, un film semplicemente bellissimo. Senza età. Ancora una volta mi sorprendo come un film considerato per bambini possa dare un’impressione diversa se visto dopo tanto tempo, in età matura, se così vogliamo chiamarla, quando la mente e il cuore riescono ad andare d’accordo permettendo una visione totale, forse senza la magia dell’infanza. O forse ancora piu magica.
Balto, la sua natura incerta, costantemente in bilico tra l’essere un cane ed un lupo, schiacciato dal peso della diversità che la sua metà di lupo gli conferisce, in un’impresa che riuscirà a compiere solo grazie a quella sua parte da lui tanto rinnegata. Qual’è l’impresa? Se questa fosse una recensione ve lo direi, ma non lo è. D’altra parte l’impresa fa da sfondo alla vera storia del film: trovare se stessi.
Balto, prodotto da Steven Spielberg nel 1995, è un classico d’animazione. Animazione sopraffina. Con una storia bella, commovente e poetica. I titoli di coda ricordano che è basato su una storia vera, anche se ovviamente molto più romanzata. E se davvero non avete ancora visto questo film, il mio invito alla visione diventa un consiglio da amico.
- Che c’è di male in essere mezzo e mezzo, dico io? A volte desidero da pazzi essere metà aquila!
- Perché?
- Un profilo migliore, per cominciare.. E nessuno ti mangia, per finire.