Nuovo anno! Nuovo logo! Nuovo sito! Dopo mesi di lavoro TempoSprecato è tornato!
Non tutti sanno che ZeroDx nel 2008 ha realizzato una parodia di ben 68 minuti di Indiana Jones!
A me 2001 Odissea nello Spazio non è mai piaciuto molto, da piccolo mi faceva troppa paura e crescendo l’ho sempre trovato un po’ troppo pomposo, troppo simbolico, troppo mattonoso. Vero che quando uscì rappresentò tecnicamente qualcosa di visionario e superbo, Kubrik riuscì ad immaginare gli schermi piatti, le videochiamate e un sacco di altra roba a cui siamo abituati adesso, sebbene tutto intriso di un intenso stile retrò, con hostess spaziali con capigliatura anni 60. Sarà che è un film d’altri tempi, probabilmente sono abituato ad un altro stile.
Però una cosa mi è sempre rimasta impressa, come tutti quelli che passano da questo film. Hal9000. Quell’occhio rosso che è rimasto nell’immaginario come simbolo perpetuo di minaccia robotica. Hal è umano, ha una voce calma, rilassata, non robotica. Riflette, parla, pensa, ha paura. E quando decide di ribellarsi all’equipaggio, quell’occhio rosso muto e indecifrabile, diventa una delle cose più angoscianti che si siano mai viste. Hal9000 è il robot cattivo per eccellenza. Ma non cattivo perché è stronzo e vuol fare del male, cattivo perchè umano, perché ha paura.
E’ normale che un personaggio così ispiri chiunque abbia a che fare con video e affini. E da quando ho rivisto il film nell’età della ragione, mi è venuta l’ispirazione per fare una mia personale interpretazione di Hal. Ma io sono uno che rimanda, si appunta due righe e dice “lo farò”. E poi non la fa. Praticamente quest’idea tornava ogni tanto a balenarmi in testa, l’idea dell’obiettivo rosso che ti guarda mentre parla con voce calma. Ma nella mia idea non sarebbe stato un computer ad incazzarsi pacatamente. Essendo immerso nel video, l’obiettivo sarebbe stato quello di una telecamera.
Qualche giorno fa l’idea mi è tornata in mente, e questa volta le congiunzioni astrali sono andate per il verso giusto, finalmente il video è nato. La mia vecchia Panasonic (ci ho fatto Jones nel 2008!) giaceva da troppo tempo in un cassetto, da quando ho preso la Canon per fare roba un po’ più seria. Ovviamente non ha preso bene la notizia, quando ha visto la scatola della reflex arrivare in casa.
Questo video non credo abbia un titolo, non sono in grado di titolarlo, non ne ho trovato uno se non con un pretesto di viralità. Pal9000 era il titolo del progetto del montaggio. Visto che il Pal DV è lo standard video della vecchia telecamera, Pal9000 in qualche modo parodizzava bene Hal ma mi sembrava troppo criptico, troppo nerd.
Credo che questo video rappresenti il primo di una serie di parodie e imitazioni stilistiche di vari registi. Abbiamo dei progetti che speriamo di realizzare presto! Questo video in effetti, con Kubrick, ne rappresenterebbe perfettamente un prologo.
Son quelle cose strane, che ti fanno venire il magone. E’ morto Edd di Eddsworld.
Lo seguivo da qualche anno, dal 2009 credo, dal momento in cui lo scoprii. Guardavo affascinato e divertito le animazioni sul suo canale, più o meno ipotetiche avventure che capitavano a lui stesso e ai suoi amici in versione animata. Non importava molto che non capissi quasi nulla dei dialoghi troppo inglesi, se non occasionali frasi e quanto bastava a farmi capire il senso dell’episodio. O Eddisodio. Mi piaceva lo stile, come si muovevano i personaggi, i dettagli dei movimenti, quelle animazioni in flash un po’ grezze ma curate, fatte al computer a mano con la tavoletta grafica, col tratto di uno che non ha voglia di sbattersi troppo per un disegno ma che non si ferma finchè non li ha finiti tutti. L’umorismo inglese, quella demenza che ti fa piegare o ti lascia indifferente, dipende dai casi. Mi son sempre sembrati video umili, fatti con passione. Trasporre se stesso e i suoi amici in disegni l’ho sempre vista come la realizzazione dell’utopia di voler vivere in un cartone, un sogno di molti. Erano disegni, ma quei disegni erano lui e il suo mondo. Non so quanto ci mettesse a fare un episodio, ma credo che dietro ci fossero mesi di lavoro. Tra successo, magliette e apparizioni alla BBC, 400.000 iscritti al canale e video con milioni di visite, da buon youtuber inglese, faceva le cose in grande e le faceva bene. Insomma Edd Gould era un po’ un mito per me. Uno che apprezzavo, che mi chiedevo dove sarebbe arrivato un giorno, immedesimandomi in lui vista la vicinanza di età e di passioni. Uno di quei miti più o meno grandi che per me stanno lassù nell’alto della terra straniera ad emanare ispirazione con le loro devastanti capacità, mentre li guardo da semplice utente, spettatore, prima di tornare nel mio spazio vitale all’ombra di un sottoscala abbastanza italiano, sentendomi piccolo e in colpa, provando una ammirazione totale e un po’ di sincera invidia. Lassù in alto, Edd ci è finito davvero.

Edd Gould, creatore della serie Eddsworld, è morto domenica scorsa, il 25 marzo 2012, dopo 6 anni di leucemia. Aveva solo 23 anni. L’ennesima stranezza della vita, tanti sogni e talento troncati per sempre. Tanto che ti chiedi se valga la pena vivere se poi i propri sforzi possono interrompersi così, buttando via tutto quello che gli anni avrebbero potuto portarti e dando al mondo solo le briciole di una creatività e una bravura incredibile. Sono cose che prima ti buttano giù e poi ti spaventano.
Vedere i suoi video o i suoi disegni, il suo canale, il suo deviantart, adesso, abbandonati, con tutto il passato ammucchiato, come se non fosse successo niente, dà una sensazione strana, fa male. Sembra uno spazio dove il tempo si è fermato.
Probabilmente in Italia non era molto conosciuto, nessuno pare ne stia parlando (tranne Gigigx), mentre sullo youtube inglese fioccano videomessaggi dedicati alla sua morte. Edd era uno dei tantissimi talenti inglesi di youtube, ragazzi creativi e seguitissimi ma sconosciuti ai più in Italia. Ai media non interessano i numeri di youtube. Ma non ne parlano neanche gli utenti più conosciuti, e questo mi dà un sincero fastidio. Ma in fondo oggi l’Italia è troppo piccola per i grandi numeri. In Italia, probabilmente, Edd sarebbe finito a fare qualche spot per la Rai.
Si è perso un artista, uno youtuber, un animatore, quello che vi pare. Si è persa una grande perla.
Dovevo andare a letto. Ma non ne avevo voglia, sentivo che finché non facevo qualcosa che valorizzasse la mia giornata non sarei potuto andare a letto col cervello tranquillo. E quindi vi parlo un po’ di un film che ho visto sabato. Sabato ho visto il primo film serio di Spielberg che vedo al cinema. Il primissimo fu Indiana Jones 4 ma lo considero un po’ un extra. Spielberg, il mio mentore che non sa di essere mio mentore, lontano e sconosciuto.
Aspettavo War Horse da un po’ di tempo, diversi mesi. Non è che ne abbia seguito molto lo sviluppo, lo aspettavo e basta, mi fidavo più che altro. Sono andato al cinema che quasi non sapevo di cosa parlava il film. Sapevo solo che c’era un cavallo, c’era la prima guerra mondiale e c’era questa amicizia tra animale e ragazzo.
E chi se lo immaginava! Pensavo che non ce l’avrei fatta! Dopo rimandi, ritardi, indecisioni e troppi ripensamenti, un po’ alla volta e con pazienza, TempoSprecato è risorto! Si spera! Ma si dai!! Io ci spero, in fin dei conti dipende da voi, se qualcuno mi segue lo seguo anch’io! Così lo seguiamo insieme e ci si fa compagnia.
Come avete visto c’è un grande cambiamento, c’è il nuovo logo e il nuovo sito col nuovo logo! Nel 2012 finisce il mondo e quindi quale modo migliore se non ricominciare dando una bella rinfrescata a tutto!? Un anno fa aprivo il canale YouTube di ZeroDx (e postavo l’ultimo articolo in questo blog prima di questo.. che tristezza..) e nel giro di pochi mesi ho raccolto sempre più consensi qua e là che mi hanno fatto capire che era il caso di non tenere abbandonato un sito sbandierato alla fine di ogni mio video.
Cos’è TempoSprecato? Non preoccuparti, se non sai cosa sia è tutto normale, non lo so neanch’io! Essenzialmente è un gioco. Un marchio. Un logo, niente più. La penna con cui firmo i miei lavori come fosse una vera casa di produzione. Ma vi spiegherò meglio in futuro i vari perché e percome.
Ed ecco che dopo parecchio lavoro, ho rifatto da zero la grafica del sito, rifatto il logo (che quello vecchio sapeva di vecchio) e preparatomi la strada per il futuro! (che bella frasona!)
Il nuovo logo è una barchina di carta! Si capiva? Se si capiva son contento, perchè ho sempre dubbi su quel che faccio. Una barchina, dunque, ma perchè? Perché sostituire il vecchio TS con una barchetta di carta? Il vecchio logo era troppo banale, tutto qui, non mi piaceva più. Mi sono messo alla prova e dopo quasi un mese di lavoro (dico sul serio) è nata questa barchina blu che naviga su un abisso bianco di grigio nulla. L’idea della barchina mi piace, è simbolica, è infantile, è semplice, riporta alla libertà, alla fuga e al tempo stesso è l’emblema della nullafacenza inutile degli origami. Gli origami sono belli, sono un’arte e un passatempo senza uno scopo ben preciso. Insomma un origami lo si fa per passare il tempo, per imparare a farli, per allontanarci dal mondo e per sprecare il tempo. Trovato il logo, ci voleva anche un sito nuovo, mica si fanno le cose a metà! Ah, per curiosità, tutto il procedimento di rinnovo è iniziato circa a ottobre del 2011.
E questo è il sito, il posto dove metto tutte le mie cose, i miei video, i miei lavori, le mie cagate che a voi piacciono tanto! Insomma questo posto è per voi, per voi che volete sapere tutto di me! Mica per niente c’è anche il blog! (tra l’altro di blog ho pure quello su tumblr, ma quello è più intimo, più personale)
Questo è il nuovo TempoSprecato. Cosa cambia!? Niente! Cambia solo che è tutto più bello.
Per il momento c’è ancora un po’ di casino, devo ancora sistemare delle pagine e finire di scrivere delle cose, e sicuramente troverò cose da correggere e da aggiungere, sia graficamente che in tutto il resto. QUINDI IL SITO, diciamo, E’ ANCORA IN BETA! Solo che ho voluto aprirlo lo stesso perché sennò avrei rimandato all’infinito. Terapie d’urto, cose così. Ma nei prossimi giorni tutto verrà aggiornato e scritto e postato!
Intanto fatemi sapere che ve ne pare, se ho fatto male a cambiare tutto, se è più bello adesso, se ve ne frega qualcosa! Ma visto che girate da queste parti, può darsi che ve ne freghi. Se poi non fosse così, permettetemi di dire che siete un po’ strani! Inizio coi discorsi a vanvera, andiamo bene.